Edf, la società elettrica di Stato, titolare dell’impianto protagonista di questo ennesimo episodio, ha fatto sapere che il segnale d’allarme si è acceso in modo accidentale e che in realtà non c’è stato alcun incidente.
“Non c'è un incidente, si è trattato di un allarme intempestivo”, ha detto il portavoce della società elettrica francese.
Tuttavia, l’Autorità per la sicurezza nucleare (Asn), che pure non ha usato la parola “incidente”, ha reso noto di non essere in grado di confermare lo scenario indicato da Edf.
Secondo quanto riferisce la stessa Asn, mentre erano in corso alcuni lavori di manutenzione, intorno alle 10.40, è scattato un allarme-radioattività e nella centrale sono state attuate le procedure di routine.
I 127 dipendenti presenti nell’impianto sono stati evacuati, i 45 più vicini all'area dove è scattato il segnale di pericolo sono stati portati in infermeria. L’esame di due persone ha rilevato lievi tracce di contaminazione radioattiva.
Il balletto di dichiarazioni fa insorgere Greenpeace: Basta dire “non è successo niente” a Tricastin. I continui incidenti all’impianto nucleare francese non sono “liquidabili” con un’espressione del genere, commenta Giuseppe Onufrio, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia.
“La prima perdita di liquidi contenenti uranio (incidente del 7 luglio, ndr)– precisa Onufrio in nota – ha fatto scattare misure di radioprotezione nei confronti della popolazione, vietando l’uso dell'acqua di falda, la pesca e il nuoto nei corsi d'acqua”.
“Il secondo incidente (23 luglio, ndr) ha contaminato, inoltre, un centinaio di lavoratori con livelli di radioattività sopra la media consentita che, per gli addetti ai lavori, è 20 volte superiore alla dose massima per la popolazione”.
“In questi giorni – rivela poi Onufrio – si sono anche verificati altri due eventi in Francia: alla centrale Edf di Saint-Alban (Liguadoca-Rossiglione) sono stati contaminati 15 lavoratori e c’è stata una perdita di liquidi radioattivi all’impianto di fabbricazione del combustibile di Areva a Romans-sur-Isère (Rodano-Alpi)”.