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Realacci: “Maggioranza dice no a proroga sconto Irpef 55%”


16 ottobre 2008 – Italia indietro tutta. Gli italiani dovranno forse dire addio allo sgravio fiscale del 55 per cento per l’impiego di fonti rinnovabili e il risparmio energetico nell’edilizia.

Secondo quanto annunciato ieri da Ermete Realacci, ministro dell’Ambiente del governo ombra del Pd e Raffaella Mariani, capogruppo del partito democratico in Commissione Ambiente, ieri è stata bocciata in Commissione Ambiente della Camera la proroga dello sconto Irpef del 55 per cento delle spese per installazioni che migliorano le performance energetiche degli edifici.

L'emendamento, proposto da Realacci e Mariani chiedeva, in particolare, di estendere l'agevolazione fiscale, introdotta dalla finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296), e prorogata già dalla finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244) fino a fine 2010, a tutto il 2011, e l'incentivo per gli interventi di sostituzione intera o parziale di impianti di climatizzazione invernale non a condensazione, in scadenza a fine 2009, a tutto il 2010.

Si trattava, hanno ricordato in una nota, di “una misura che senza alcun onere per le casse dello Stato portava notevoli benefici alle famiglie, alle imprese e dava un contributo al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto”.

Per Realacci e Mariani, “la maggioranza con un atteggiamento miope e arrogante ha dimostrato l'incapacità di mettere in atto politiche concrete per rilanciare il paese e il futuro degli italiani”.

“Quello che è avvenuto oggi in commissione Ambiente della Camera è un fatto gravissimo”, hanno sottolineato Realacci e Mariani.

Non ha alcun senso aver bocciato una misura che aveva notevoli vantaggi da molti punti di vista - si legge ancora nella nota - per le tasche dei cittadini che sceglievano di costruire o ristrutturare le proprie case con criteri di risparmio energetico e impiegando fonti rinnovabili; per la piccola e media impresa che in questi settori trova occasione di rilancio; per migliorare la qualità e l’efficienza del patrimonio edilizio del paese; per ridurre i consumi energetici delle famiglie e quindi alleggerire i costi delle bollette; per dare un contributo al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto e alla lotta ai mutamenti climatici”.

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