31 gennaio 2008 - “La Calabria si distacca sempre più dal resto del Paese. L’energia elettrica nelle case è la norma nei Paesi civili ma è ancora un lusso per i cittadini calabresi che al danno di un servizio inaccettabile, uniscono la beffa di pagare come tutti gli altri”. È la dura denuncia contenuta in comunicato diffuso dai sindacati di categoria del settore energetico Filcem Cgil, Flaei Cisl ed Uilcem Uil calabresi. La ragione è il cattivo funzionamento del servizio di erogazione dell’elettricità che la settimana scorsa a causa del maltempo è andato in tilt più volte. Abbondanti precipitazioni di pioggia e neve e raffiche di vento di fino a 170 chilometri orari hanno creato problemi alla circolazione stradale sulla Salerno-Reggio Calabria e a quella su rotaia, ma soprattutto hanno provocato danni alla rete di distribuzione elettrica causando black-out che hanno lasciato al buio alcuni Comuni della fascia costiera tirrenica per parecchi giorni.
“Nei giorni scorsi – attaccano i sindacati - i normali eventi atmosferici invernali hanno mandato in tilt il sistema elettrico della fascia costiera tirrenica, lasciando senza energia parecchi comuni anche per cinque giorni. È una di quelle notizie che farebbero gridare allo scandalo, - sottolineano Cgil, Cisl e Uil - solo fosse successo nel resto d’Italia, ma nel Mezzogiorno è il prezzo che pagano i cittadini indifesi dinanzi al distributore di energia. Lo avevamo denunciato all’inizio dell’inverno che sarebbe stato buio e freddo - continua il sindacato confederale - e nonostante ciò niente è stato fatto dall’Enel per porre rimedio in tempo utile ai disagi che oggi, pressocché quotidianamente, sopportano gli utenti. La scarsità di strutture e personale operativo è a livello di guardia, gli investimenti e le manutenzioni sono inesistenti, la Calabria è abbandonata a se stessa con la connivenza della classe politica locale”.
Per questo, conclude il comunicato “occorre indagare sulle volute inefficienze del sistema, che ci consegna una realtà regionale fatta di poca luce e moltissima ombra”.