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Inquinamento |

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A Roma, Palermo e Napoli i grandi musei più inquinati d'Italia
21 dicembre - Legambiente, in occasione della chiusura dell'11a edizione della campagna Salvalarte patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e con il contributo di Bialetti, ha diffuso i risultati di Salvailmuseo, il monitoraggio sulla qualità dell'aria realizzato all'interno delle aree museali italiane: sono Roma (per la concentrazione di biossido di zolfo), Palermo (ozono) e Napoli (biossido d'azoto) i musei più inquinati d'Italia. Erosione e scolorimento dei dipinti, sfibratura e opacizzazione dei tessuti, rigonfiamenti del legno, annerimento dei marmi, fragilizzazione e polverizzazione superficiale delle pelli sono gli effetti che particolato, ozono e gas acidi ogni giorno, inesorabilmente, provocano sui pezzi del nostro patrimonio artistico e culturale.? Sono dieci i grandi musei sui quali quest'anno Legambiente ha realizzato il monitoraggio degli agenti inquinanti: la Pinacoteca nazionale di Bologna, il Museo di Palazzo Reale di Genova, il Museo regionale di Messina, il Pac di Milano, il Museo archeologico nazionale di Napoli, il Museo di archeologia di Padova, la Galleria nazionale Palazzo Abatellis di Palermo, l'Istituto per la storia del risorgimento italiano di Roma, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino e il Palazzo Ducale di Urbino. Degli inquinanti monitorati, quelli che presentano i livelli più bassi di concentrazione sono gli ossidi di zolfo (SO2), anche se i limiti vengono rispettati solo a Messina (in 4 campionamenti su 4), Milano (in 2 su 3), Padova (in 2 su 4) e Urbino (in 2 su 3). Per gli ossidi di azoto (NO2) e l'ozono (O3), invece, in nessuno dei campionamenti effettuati è rispettato il limite di legge. Il limite di 5 microgrammi per metro cubo previsto per gli ossidi di azoto è stato superato all'interno dei musei di oltre dieci volte a Napoli (in 3 campionamenti su 3), Bologna (1 su 3), Milano (1 su 3), Roma (1 su 3) e Torino (1 su 3). Non migliore la situazione relativa all'ozono: nessuno dei valori ha rispettato i limiti e a Genova, Napoli, Palermo e Urbino un campionamento su tre ha registrato valori dieci volte superiori ai limiti di legge. "Il museo", ha commentato Roberto Della Seta presidente nazionale Legambiente, "deve tornare ad essere il fulcro della vita e dello sviluppo culturale del territorio, aprendosi verso l'esterno e superando la vecchia concezione degli addetti ai lavori. Ma allo stesso tempo deve rafforzare il proprio compito di tutela, conservazione e trasmissione alle generazioni future del patrimonio culturale, impegnandosi nel monitoraggio della qualità dell'aria e dell'ambiente museale e adottando pratiche anti-inquinamento per preservare i capolavori del passato dall'usura del tempo e dall'azione degli agenti inquinanti".

   
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