29 settembre 2008 – L’Italia dispone di un significativo potenziale anche per l’eolico in mare che, con quello in terraferma, potrebbe contribuire ad oltre il 10 per cento della generazione elettrica al 2030. Il contributo dell’offshore eolico potrebbe essere ancora più consistente sfruttando le acque profonde (100-150 metri) con piattaforme sommerse (Tension legs).
Certo, il costo delle fondazioni marine e delle linee elettriche subacquee non è certo trascurabile, anzi incide per circa il 50 per cento su quello dell’intero impianto. Tuttavia, proprio in tale settore l’industria italiana dei cantieri navali e dell’offshore petrolifero potrebbe dare il suo apporto significativo sia in Italia che in altri Paesi del Mediterraneo, con sensibile sviluppo di posti di lavoro.
Nonostante prospettive così incoraggianti e basate su tecnologie in via di rapida affermazione commerciale, in Italia ci sono ancora molti ostacoli alla diffusione delle turbine in mare, spesso osteggiate dalle amministrazioni locali. Altra grave lacuna, è la mancanza di un piano nazionale di sviluppo e localizzazione dei siti offshore.
La
pianificazione nazionale e regionale, strumento necessario per evitare reazioni che rallentano il corretto sviluppo dell’energia eolica in mare,
sarà l’argomento oggetto del Seminario “Energia eolica offshore in Italia” a carattere nazionale
del 3 ottobre, organizzato dall’
Associazione OWEMES in collaborazione con
Artenergy Publishing,
Enea, e la partecipazione di altre associazioni ed università italiane, nell’ambito dell’
Eolica Mediterranean Expo, il Salone dedicato all’eolico all’interno di
ZeroEmission Rome 2008 (Fiera di Roma, 1-4 ottobre).
Il seminario raccoglierà e presenterà tutte le proposte eoliche offshore conosciute, la normativa marina del settore e la tecnologia disponibile, alle autorità nazionali, regionali e locali, alle associazioni tecniche ed ambientali e alla stampa, per fare il punto sulle prospettive di settore e proporre una pianificazione concertata per i mari italiani. (
Il programma)