
24 febbraio 2009 - “Sarkozy punta sui fondi pubblici italiani per sostenere l’industria nucleare francese.
Senza il sostegno pubblico, infatti, l’attuale nucleare non è competitivo nei paesi occidentali. A maggior ragione in un momento di crisi è
meglio puntare su misure che danno risultati a breve termine, sostengono e rendono più competitiva l’economia e l’aumento occupazionale. Per il nostro paese questo vuol dire puntare sul risparmio energetico, sulle fonti rinnovabili, sul recupero energetico del patrimonio edilizio esistente, sul ricambio dei beni durevoli orientato su base ambientale.”, lo afferma
Ermete Realacci, deputato del Partito Democratico, commentando l’accordo sul nucleare che oggi sarà siglato fra Italia e Francia.
“Per quanto riguarda il nucleare”, aggiunge Realacci, “è necessario potenziare la ricerca su quello di quarta generazione, che diminuisce i rischi, la produzione di scorie, rompe la catena della proliferazione nucleare. In questo campo, l’Italia ha tutte le condizioni per dire la sua”.
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Nucleare italiano? Un affare per i grandi gruppi