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  Biocarburanti


“Entro 2010 in Italia primo impianto Ue bioetanolo II generazione”


4 marzo 2009 – Entro il 2010 sarà costruito in Italia un impianto per la produzione di bioetanolo di seconda generazione, prodotto cioè con una tecnologia che consente di evitare di sottrarre colture all’approvvigionamento alimentare ricorrendo alla biomassa lignocellulosica.

Questo innovativo stabilimento sarà anche il primo d’Europa, stando a quanto dichiarato dal gruppo M & G Mossi e Ghisolfi che ha fatto l’annuncio durante il convegno “Etanolo di seconda generazione: una realtà possibile” che ha avuto luogo oggi nella sede del Sole 24 Ore.

“È con particolare soddisfazione che confermiamo oggi la nostra intenzione di realizzare in Italia nel 2010 il primo impianto europeo semi-industriale per la produzione di bioetanolo di seconda generazione – ha dichiarato Guido Ghisolfi, vicepresidente M & G – la validità e importanza del nostro progetto di ricerca (denominato Pro.E.Sa., ndr) sull’etanolo da biomassa è stata ampiamente riconosciuta dalle istituzioni nazionali ed europee”.

“Il programma – ha proseguito - è stato infatti selezionato come titolare del più grande progetto di ricerca italiano sul tema del bioetanolo da biomasse lignocellulosiche (scarti forestali e residui agricoli, ndr) nell’ambito del 7° Programma quadro della Comunità europea e di Industria 2015”.  

I biocarburanti coprono a livello mondiale circa l’1,5 per cento dei consumi di energia dei trasporti, con picchi nei due maggiori Paesi produttori: 17 per cento in Brasile, dove sono tratti soprattutto dalla canna da zucchero, e 3 per cento negli Stati Uniti. L’Unione europea ha previsto nel  pacchetto clima che i combustibili verdi diano un importante contributo al target del 10 per cento di energie rinnovabili nei trasporti, settore ora dipendente al 90 per cento dal petrolio.

Un ruolo sottolineato anche da Corrado Clini, direttore generale del ministero dell'Ambiente e presidente della Global Bioenergy Partnership, tra gli organizzatori dell’evento: “ I biocarburanti costituiscono una risorsa fondamentale per far fronte alla crescente domanda globale di energia - ha affermato - e, nello stesso tempo, per la riduzione delle emissioni dei gas serra. In particolare, l'etanolo di seconda generazione offre enormi vantaggi in quanto conserva la competitività in termini di costo rispetto ai carburanti fossili e garantisce maggiore sicurezza alimentare ed ambientale rispetto ai biocarburanti di prima generazione".

Oggi il bioetanolo, carburante simile alla benzina, viene prodotto per lo più da canna da zucchero o mais, con una riduzione delle emissioni della CO2 non ritenuta molto soddisfacente da buona parte della comunità scientifica. La tecnologia di seconda generazione consentirebbe, secondo gli studiosi, riduzioni fino a oltre l’80 per cento con un prezzo competitivo anche con il prezzo del barile di petrolio a 40 dollari.

Per l’ex Commissario europeo, Mario Monti, presente al convegno: “La crisi sta facendo riflettere molto tutti sul modello economico sviluppato negli ultimi anni. Si avverte una profonda necessità di cambiamenti, non solo nella finanza, ma anche nella dimensione della sostenibilità”.

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