
7 maggio 2009 – Pochi giorni fa il
Gestore Servizi Elettrici comunicava che l’Italia ha ormai superato
il traguardo dei 450 MW installati, un risultato inaspettato per gli stessi operatori del settore dovuto principalmente allo straordinario boom di questa tecnologia nel 2008 che ha catapultato il nostro Paese tra le principali potenze fv, quinta al mondo per capacità installata e terza in Europa.
In un’initervista a Reuters,
Gerardo Montanino del Gse indicava ieri che entro la fine dell’anno si raggiungeranno i 900 MW di capacità totale installata, mentre a fine 2010 si attendono 1.200- 1300 MW, più o meno la soglia limite incentivabile con l’attuale conto energia, che
secondo i programmi proprio per quella data dovrebbe essere rivisto.
Non bisogna dimenticare però che oltre a un meccanismo incentivante tra i più vantaggiosi al mondo, il nostro Paese gode anche di un ottimo irraggiamento solare. Un mix di fattori che avvicinano drasticamente la cosiddetta “grid parity”, la condizione in cui il prezzo dell’elettricità da fonte solare pareggerà quella prelevata dalla rete.
Tanto che secondo i più autorevoli esponenti del settore l’Italia è destinata a diventare il primo grande mercato nazionale del fotovoltaico a sperimentare a breve il pareggio dei costi. A quel punto, il nostro Paese diventerà dunque un vero e proprio laboratorio, in cui si potrà analizzare il concorrere di tutta una serie di fattori favorevoli a una massiccia diffusione del fotovoltaico, inclusa la riduzione dei costi di produzione e installazione, che avrà meno o per nulla bisogno di incentivi per risultare economicamente conveniente all’utente finale, specialmente per quanto concerne gli impianti residenziali.
Un ruolo indicato con pochissimi distinguo, da tutti gli esponenti della grande industria fotovoltaica intervenuti ieri all’Italian Pv Summit, che ha anticipato l’apertura oggi della 10a edizione della fiera Solarexpo & Greeenbuilding, e al quale hanno partecipato i massimi dirigenti di Q-Cells, Suntech, Rec Solar, First Solar e United Solar Ovonic.
Tra tutti è stato soprattutto Anton Miller, ceo della Q-Cells, l’azienda leader mondiale nella produzione di celle fotovoltaiche, a porre l’accento sullo straordinario potenziale dell’Italia indicando il raggiungimento della grid parity per il nostro Paese addirittura nel 2010. Ciò anche grazie al suo livello di radiazione solare e con un costo dell’elettricità prelevata dalla rete per gli utenti privati stimato in 24 cent€/kWh. Un traguardo al quale il Belpaese giungerebbe prima di mercati favorevoli come la Spagna, la Germania, California e il Giappone. Per altri esperti la data potrebbe slittare solo di pochi anni (2012-2013).
Miller ritiene inoltre che l’industria italiana abbia notevoli margini di riduzione dei costi della tecnologia, ragion per cui il nostro Paese avrebbe “in mano le sorti della grid parity mondiale”. L’ostacolo principale per il nostro Paese – secondo Miller - riseide ancora nelle lunghezze delle procedure amministrative che se fossero ridotte potrebbero attirare nuovi e più ingenti capitali finanziari.
Dal convegno è emerso inoltre che proprio la riduzione dei costi è uno dei fattori più promettenti.
Stephan Hansen,
direttore generale dell’americana First Solar, seconda azienda produttrice di celle (film sottili) al mondo nel 2008, stima che il costo dei moduli dell’azienda potranno passare da 1,29 $/Wp del 2007 a 0,65-0,70 $/Wp nel 2012.
Già oggi la
First Solar dichiara di essere la prima industria ad aver portato il costo del watt (secondo trimestre 2008) sotto il dollaro, una sorta di pietra miliare per tutto il comparto fotovoltaico e un aspetto chiave verso il passaggio alla agognata grid parity. Anche per il sistema fotovoltaico completo la riduzione dei costi prevista è molto interessante. Secondo un recente studio dell’Epia (l’associazione europea delle industrie fotovoltaiche), citato nel convegno, già nel 2014-2015 per i grandi impianti si aggirerà intorno a 2mila euro per kW (oggi è intorno ai 3.500 euro).
Tra i fattori che favoriranno l’avvento della rivoluzione solare, avranno un’importanza decisiva le scelte politiche. Una sorta di appello al governo italiano fatto dagli operatori esteri affinché non si sprechi questa grande occasione per il nostro paese che potrebbe creare notevoli benefici economici e occupazionali. Pertanto, si chiede ai policy makers nostrani, di rivedere la tariffa con oculatezza dopo il raggiungimento di quota 1.200 MW installati con il conto energia, previsto per la fine del 2010, evitando così di destabilizzare un mercato altamente promettente, come è accaduto di recente in Spagna.