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“Energia verde in Italia. Cos’è, chi la vende, come si compra”


9 novembre 2009 – A dieci anni dal decreto Bersani (1999), che lo ha introdotto, e a due dall’effettiva entrata in vigore anche per il cittadino comune, qual è il bilancio della liberalizzazione del mercato elettrico in termini di benefici per il consumatore e per l’economia del paese?

Per Roberto Rizzo, coordinatore delle riviste FV-Fotovoltaici e Wind Energy, il vantaggio principale “giunge dalla possibilità di scelta del proprio fornitore in base a criteri economici e anche etici e ambientali”.

Tuttavia, in un paese dove il prezzo dell’energia elettrica è ancora tra i più elevati d’Europa ((oltre 0,16 euro/kWh contro una media europea inferiore a 0,12 euro/kWh), che non incentiva l’efficienza ma anzi addebita sulla bolletta delle famiglie costi “impropri”, come quelli per le “fonti assimilate” (10 euro l’anno) e i costi per la chiusura del ciclo nucleare italiano (oltre 5 euro l'anno), questo beneficio è ancora fortemente limitato.

Tutti fattori, che nonostante qualche segnale positivo, rallentano lo sviluppo nel Belpaese di “un mercato realmente liberalizzato e concorrenziale”. A questi si aggiungono ulteriori ostacoli legati alla liberalizzazione vera e propria. Due principalmente: innanzitutto, il fatto che la “differenza tra le diverse offerte di elettricità sul mercato libero corrisponde grosso modo a qualche decina di euro l'anno”.

E in secondo luogo, “diverse aziende elettriche non sono sufficientemente trasparenti sul loro mix elettrico e sull'impatto ambientale delle proprie attività industriali in Italia e all'estero”, ricorda.

Come regolarsi dunque in questo dedalo e scegliere le offerte per i singoli utenti più vantaggiose? Come sapere se l’energia verde che acquistiamo da un’azienda elettrica arriva effettivamente da fonti rinnovabili? Chi verifica la sua provenienza? Quante emissioni di anidride carbonica in atmosfera possiamo evitare scegliendo l’energia prodotta da un’azienda verde? Che significa immettere energia autoprodotta nella rete guadagnandoci? E cosa significano le varie voci scritte in piccolo nella bolletta?

A queste e a molte altre domande risponde proprio il nuovo libro di Roberto Rizzo, Energia verde in Italia – Cos’è, chi la vende, come si compra (prefazione del presidente di Aper Roberto Longo, edito da Edizioni Ambiente, pagg. 192, euro 12). Il testo, scritto con un linguaggio accessibile anche ai non addetti ai lavori, chiarisce tutti gli aspetti della liberalizzazione del mercato dell’energia, una vicenda che tocca da vicino la vita, nonché il portafoglio, di ciascuno di noi.

Un processo che, tuttavia, richiederà ancora degli anni prima di giungere a completa maturazione. “Al paese servirebbero scelte chiare – avverte il coordinatore di FV-Fotovoltaici - per favorire la produzione di energia da rinnovabili, l’introduzione della regola secondo cui “chi inquina paga”, una rete adeguata a ricevere nuova potenza da impianti eolici o impianti fv diffusi sul territorio, la garanzia del “diritto al Sole” per tutti, un quadro legislativo che tuteli maggiormente e sul serio i diritti dei consumatori. Tutto questo, però - osserva - non può essere delegato alle aziende private: si tratta di scelte politiche che, purtroppo, ancora non sono state fatte con la decisione dovuta”.

E a chi ripete il ritornello secondo cui il ritorno al nucleare permetterebbe agli italiani di pagare bollette elettriche meno salate, Rizzo risponde che “il nucleare farà lievitare le nostre bollette sul breve come sul medio e lungo periodo” in quanto per “rendere il nucleare un pezzo non trascurabile della produzione nazionale occorrerebbe ricostruire praticamente da zero tutta la filiera: 10 nuove centrali, per una potenza totale compresa tra 10mila e 15mila MW” per un totale "di 30-50 miliardi" di soldi pubblici.

Non abbiamo bisogno di nucleare, - conclude Rizzo - perché oggi esistono alternative mature e affidabili: non ci sono più limiti di carattere economico e tecnologico alla diffusione delle rinnovabili di piccola taglia, come fotovoltaico e micro/mini-eolico, o di grossa taglia, come centrali termosolari a concentrazione e parchi eolici. È questo il nostro futuro”.

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