
28 novembre 2009 – Nella giornata conclusiva di
Greenergy Expo ed
EnerSolar +, si è tornato a parlare delle potenzialità di sviluppo delle rinnovabili nel nostro Paese, e in particolare del biogas e del biometano.
Secondo Sergio Piccinini, direttore del Crpa (Centro ricerche produzioni animali): “Se impiegassimo a dovere i rifiuti organici, gli scarti agricoli, le deiezioni animali provenienti dagli allevamenti e i fanghi provenienti dalla depurazione delle acque, potremmo produrre 20 TWh elettrici l’anno, l’equivalente di tre centrali nucleari. Ma in tempi brevi, a costi bassi e senza impatti sull’ambiente”.
Attualmente, il biometano è molto utilizzato in Nord Europa, in Paesi come Germania e Svezia, anche per i trasporti. “Il biometano – ha spiegato Piccinini – si ottiene dal biogas depurandolo della percentuale di anidride carbonica che contiene, e viene impiegato soprattutto per autotrazione, in particolare in Svezia, dove rappresenta il 50 per cento di tutto il metano per veicoli venduto ai distributori. In Italia invece, dove circolano quasi 600mila vetture a metano su 1,2 milioni immatricolate in Europa, praticamente non è utilizzato”.
In generale, nel Belpaese, tutto il settore del biogas è pesantemente sottoutilizzato rispetto alle sue possibilità, ha osservato Piccinini. In totale abbiamo 401 impianti di cui 235 utilizzano scarti agricoli e di allevamento per la produzione di questa preziosa fonte rinnovabile e circa 130 sfruttano invece i rifiuti organici da raccolta differenziata. Ma soltanto 2 milioni di tonnellate l’anno di questi scarti vengono raccolti in modo selettivo, su circa 8,5 prodotti.
Lo sviluppo della raccolta differenziata dunque servirebbe anche a produrre energia pulita oltre che a togliere le città dal degrado. Ma ancora troppi Comuni italiani non sono attrezzati a farlo.