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2009 nuovo anno record per l’eolico italiano


8 gennaio 2010 – Nel 2009 l’eolico italiano ha fatto registrare un nuovo record assoluto: 1.114 MW di nuova capacità installata che portano la capacità totale del nostro Paese a 4.850 MW, pari a una crescita del 30 per cento su base annua, una percentuale analoga a quello degli anni precedenti, che dimostra la tenuta del settore nonostante l’anno appena passato si sia contraddistinto come l’annus horribilis dell’economia mondiale e delle polemiche su questa fonte energetica.

E’ quanto emerge dal bilancio annuale realizzato da Anev (Associazione nazionale per l’energia del vento) in collaborazione con Enea, Aper e Ises Italia. I dati del 2009 sono in linea con gli obiettivi che si era dato il settore, e consolidano la performance del 2008, consentendo all'Italia di rimanere nell'eolico il terzo Paese in Europa e il sesto nel mondo.

“Il nuovo record conferma che l’eolico italiano, seppur ancora indietro rispetto ai principali mercati europei, è in linea con il raggiungimento degli obiettivi comunitari in tema di rinnovabili al 2020”, sottolineano le associazioni in un comunicato congiunto.

Al record di potenza corrisponde anche quello di elettricità prodotta pari a circa 6,7 TWh, equivalenti ad oltre il 2,1 per cento del consumo interno lordo. In altri termini, il parco eolico italiano è ormai in grado di fornire elettricità equivalente ai consumi di 7 milioni di italiani, consentendo di evitare l’immissione in atmosfera di ben 4,7 milioni tonnellate di CO2.

"La continua crescita della percentuale di copertura del fabbisogno energetico nazionale da parte dell'eolico – spiegano Anev, Aper, Enea e Ises Italia – richiama ulteriormente le istituzioni alla predisposizione di piani di sviluppo infrastrutturali urgenti e indifferibili, che consentano quanto prima di risolvere le potenziali criticità che il necessario raggiungimento degli obiettivi vincolanti assunti a livello europeo potrebbero generare in un sistema che non fosse sufficiente adeguato a supportare l’ulteriore sviluppo di questa tecnologia".

Il quadro normativo del settore delle rinnovabili è ancora incompleto. - avvertono - Manca ancora l’autorizzazione unica, la ripartizione degli obiettivi di produzione di energia rinnovabile tra le regioni, le linee guida per la tutela del paesaggio e l’adeguamento delle reti elettriche. Questi interventi  necessari, che le associazioni auspicano vengano presto assunti dal governo,  - conclude la nota - consentirebbero di sfruttare a pieno il reale potenziale eolico nazionale stimato in oltre 16mila MW, e il suo raggiungimento con una maggiore efficienza, funzionalità e trasparenza. Contribuendo a creare nuova occupazione.

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