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“All’Europa serve una politica estera energetica”


14 gennaio 2010 – Solo puntando su una maggiore concertazione in tema di energia e alla creazione di una vera e propria “politica estera energetica” che prevalga sugli accordi bilaterali e sulle “soluzioni frammentarie” e limitate “l’Europa potrà raggiungere i suoi obiettivi”.

Ne è convinto Guenther Oettinger (foto), designato quale futuro commissario all’Energia, che oggi ha risposto alle domande degli europarlamentari durante la sua audizione davanti alla Commissione Industria, ricerca ed energia a Bruxelles in vista del voto dell’Europarlamento per la nomina del nuovo esecutivo europeo.

Per Oettinger, una delle questioni più importanti è il completamento delle infrastrutture energetiche: “la rete europea non è ancora adeguata - ha detto. - soprattutto in confronto a quella dei trasporti su strada e ferroviario”.

Per il Commissario designato all’Energia “è stato saggio fissare” l’obiettivo del 20 per cento in meno di emissioni al 2020 rispetto al 1990, da raggiungere puntando su un mix di fonti rinnovabili “da adattare ai diversi tipi di territorio”.

Ma l’obiettivo finale dell’Ue deve essere quello della completa “decarbinizzazione” della propria economia, a partire dalla riduzione della dipendenza energetica dai carburanti fossili.

Quanto al nucleare, secondo Oettinger “è necessario che le centrali corrispondano agli standard di massima sicurezza, senza che i costi più elevati facciano rinunciare a tali standard”.

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