Un gruppo di ricercatori americani è al lavoro per creare una nuova cella solare ibrida che, scommettono, permetterà di incrementare in maniera significativa il tasso di conversione della luce solare in energia elettrica dei sistemi fotovoltaici basati sulle comuni celle fotovoltaiche al silicio
Efficienza del fotovoltaico: scienziati Usa puntano sulle celle ibride
I ricercatori americani dell’Università del Delaware e dell’Arizona State University sono al lavoro per creare una nuova cella solare ibrida che, scommettono, permetterà di incrementare in maniera significativa il tasso di conversione della luce solare in energia elettrica dei sistemi fotovoltaici, oggi basati prevalentemente sulle comuni celle fotovoltaiche al silicio. Gli scienziati hanno sviluppato una nuova cella, sempre al silicio, più sottile di quelle tradizionali, e poi hanno applicato sulla sua superficie una cella solare organica a film sottile e a doppio strato: così è nata una nuova cella ibrida che sarebbe in grado, secondo i ricercatori, di incrementare l’efficienza dall’attuale 20% circa al 30%. Questa tecnologia può permettere anche di abbattere ulteriormente i costi delle celle fotovoltaiche, “poiché richiede soltanto il 60% dell’area e dei materiali da loro utilizzati per raggiungere gli stessi risultati”, spiega Robert L. Opila, alla guida del t...
I ricercatori americani dell’Università del Delaware e dell’Arizona State University sono al lavoro per creare una nuova cella solare ibrida che, scommettono, permetterà di incrementare in maniera significativa il tasso di conversione della luce solare in energia elettrica dei sistemi fotovoltaici, oggi basati prevalentemente sulle comuni celle fotovoltaiche al silicio. Gli scienziati hanno sviluppato una nuova cella, sempre al silicio, più sottile di quelle tradizionali, e poi hanno applicato sulla sua superficie una cella solare organica a film sottile e a doppio strato: così è nata una nuova cella ibrida che sarebbe in grado, secondo i ricercatori, di incrementare l’efficienza dall’attuale 20% circa al 30%. Questa tecnologia può permettere anche di abbattere ulteriormente i costi delle celle fotovoltaiche, “poiché richiede soltanto il 60% dell’area e dei materiali da loro utilizzati per raggiungere gli stessi risultati”, spiega Robert L. Opila, alla guida del team di ricercatori impegnati in un progetto di ricerca che fa parte di uno sforzo interuniversitario per sviluppare tecnologie e processi di produzione in grado di incrementare notevolmente le forniture energetiche da fotovoltaico. Il progetto è finanziato con 18,5 milioni di dollari messi a disposizione dalla National Science Foundation (NSF) e dal Dipartimento dell’Energia americano. In totale, il progetto coinvolge otto istituzioni accademiche, tra cui anche il Massachusetts Institute of Technology e il California Institute of Technology, nonché 40 partner industriali. Il lavoro di ricerca si concentrerà tra l’altro anche sullo sviluppo di celle fotovoltaiche a film sottile ad alta efficienza. Come ha ricordato Opila, le celle a film sottile in Cigs (rame-indio-gallio-selenio) hanno raggiunto soltanto di recente un tasso di conversione del 20%. Una performance che, secondo lo scienziato, può essere incrementata notevolmente rafforzando la struttura di una normale cella in Cigs creando una cella tandem, costituita da due celle Cigs sovrapposte. (f.n.)
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