Secondo una risoluzione approvata giovedi dal Parlamento europeo la gestione dei rifiuti, se fatta in maniera efficiente, può attrarre investimenti e creare lavoro. Il testo affronta le problematiche sollevate da petizioni inviate da cittadini sul mancato rispetto della legislazione comunitaria nella gestione dei rifiuti
PE: la gestione dei rifiuti attrae investimenti e crea occupazione
Secondo
i deputati del Parlamento europeo, sono necessari maggiori
investimenti per predisporre strutture di gestione dei rifiuti
efficienti e riuscire così a creare ricchezza e lavoro. In
particolare, l'industria del riciclo ha un potenziale europeo di
mezzo milione di posti di lavoro. Il Parlamento chiede pertanto alla
Commissione UE di proporre criteri più chiari per la creazione delle
discariche e le distanze minime da scuole, case o ospedali per
ridurre i rischi sanitari. I deputati propongono anche un sistema a
colori per classificare i rifiuti per aiutare i cittadini comprenderne
il ciclo e aumentarne il riciclo.
Gli Stati membri
dovrebbero rispettare le normative comunitarie sulla gestione dei
rifiuti senza incorrere in ritardi, ad esempio la direttiva
quadro del 2008, che stabilisce gli obiettivi di riciclo
e riutilizzo e introduce l'obbligo di programmi nazionali di gestione
e prevenzione. Infatti la data ultima per la trasposizione della
direttiva negli ordinamenti n...
Secondo
i deputati del Parlamento europeo, sono necessari maggiori
investimenti per predisporre strutture di gestione dei rifiuti
efficienti e riuscire così a creare ricchezza e lavoro. In
particolare, l'industria del riciclo ha un potenziale europeo di
mezzo milione di posti di lavoro. Il Parlamento chiede pertanto alla
Commissione UE di proporre criteri più chiari per la creazione delle
discariche e le distanze minime da scuole, case o ospedali per
ridurre i rischi sanitari. I deputati propongono anche un sistema a
colori per classificare i rifiuti per aiutare i cittadini comprenderne
il ciclo e aumentarne il riciclo.
Gli Stati membri
dovrebbero rispettare le normative comunitarie sulla gestione dei
rifiuti senza incorrere in ritardi, ad esempio la direttiva
quadro del 2008, che stabilisce gli obiettivi di riciclo
e riutilizzo e introduce l'obbligo di programmi nazionali di gestione
e prevenzione. Infatti la data ultima per la trasposizione della
direttiva negli ordinamenti nazionali era dicembre 2010, ma solo sei
Stati membri hanno rispettato la scadenza. I problemi principali
evidenziati dalle petizioni ricevute dal Parlamento sono la mancanza
di personale adeguato a livello locale e regionale, di risorse
sufficienti e di un sistema di controllo efficiente a livello
europeo. I deputati chiedono pertanto che si rinforzino le ispezioni,
sia a livello comunitario sia nazionale. Il Parlamento chiede
inoltre, di adottare un sistema efficace di "monitoraggio
finanziario" sui fondi comunitari erogati alle imprese per
migliorare la lotta alle infiltrazioni del crimine organizzato nel
processo di gestione dei rifiuti. (h.b.)
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