L’istituto bancario elvetico Credit Suisse, in un recente rapporto, ha evidenziato che il settore delle energie alternative ai combustibili fossili promette bene, ma molto dipende dalle sovvenzioni, che serviranno ancora per qualche anno per raggiungere la “grid parity”
Studio: brillanti prospettive per le rinnovabili, ma servono incentivi
Le
rinnovabili promettono bene anche se “le piazze azionarie esposte al settore
saranno probabilmente caratterizzate da un elevato grado di volatilita' e la
performance dei titoli dipenderà in larga misura dalle decisioni di mercato in
materia di sovvenzioni”. È una delle conclusioni evidenziate nel recente
rapporto presentato dall’istituto bancario svizzero Credit Suisse che
sottolinea come per le rinnovabili le prospettive restano “brillanti”. Nello
stesso report si rileva che a livello globale nel 2010 sono stati
complessivamente destinati alle rinnovabili 66 miliardi di dollari, ben poco
rispetto ai 409 miliardi confluiti nel settore dei combustibili fossili. Incalzati
dall'impellente necessità di attuare rigorose misure di austerità, rileva
l'Istituto di credito svizzero, “'i politici si accingono a rivalutare le voci
di spesa, compresi i programmi di sovvenzione.
Nonostante i numerosi benefici a
lungo termine attribuiti alle energie alternative, nell'attuale perio...
Le
rinnovabili promettono bene anche se “le piazze azionarie esposte al settore
saranno probabilmente caratterizzate da un elevato grado di volatilita' e la
performance dei titoli dipenderà in larga misura dalle decisioni di mercato in
materia di sovvenzioni”. È una delle conclusioni evidenziate nel recente
rapporto presentato dall’istituto bancario svizzero Credit Suisse che
sottolinea come per le rinnovabili le prospettive restano “brillanti”. Nello
stesso report si rileva che a livello globale nel 2010 sono stati
complessivamente destinati alle rinnovabili 66 miliardi di dollari, ben poco
rispetto ai 409 miliardi confluiti nel settore dei combustibili fossili. Incalzati
dall'impellente necessità di attuare rigorose misure di austerità, rileva
l'Istituto di credito svizzero, “'i politici si accingono a rivalutare le voci
di spesa, compresi i programmi di sovvenzione.
Nonostante i numerosi benefici a
lungo termine attribuiti alle energie alternative, nell'attuale periodo di
turbolenze ci si interroga sulla disponibilità di risorse da destinare a queste
tecnologie”. Difatti le sovvenzioni rappresentano una quota inferiore allo
0,4%. Alla luce di questi dati, rilevano gli analisti della banca svizzera, “è
probabile che le misure di riduzione dei costi in altri settori si riveleranno
più efficaci in termini assoluti”. La dinamica in atto, rilevano gli analisti
Credit Suisse, “è inoltre caratterizzata dall'incalzante flessione dei prezzi
delle tecnologie che sfruttano le fonti di energia rinnovabile. L'esempio piu'
emblematico è dato dai pannelli fotovoltaici, che dal 2008 a oggi hanno accusato
un crollo dei prezzi del 75%”.
Benché si
stia sottraendo al giogo delle sovvenzioni, la maggior parte delle tecnologie rinnovabili,
sottolineano ancora” non potrà farne completamente a meno ancora per qualche
anno. Una volta raggiunta la grid parity il settore vivrà una fase di crescita
vigorosa e sostenibile”. (a.b.)
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