Divieto di aderire al meccanismo europeo di controllo delle emissioni degli aerei. Così Pechino risponde alla decisione dell’Unione europea di tassare i gas serra dei vettori, anche extraeuropei. La mossa cinese potrebbe essere a breve imitata dagli Usa
CO2, la Cina vieta alle proprie compagnie aeree di rispettare i vincoli Ue
Il braccio di ferro tra l’Unione europea e gli altri paesi sui gas serra di cui sono responsabili gli aerei rischia l’escalation dopo la decisione di Pechino, annunciata oggi, di vietare alle compagnie aeree cinesi di rispettare il meccanismo europeo di controllo delle emissioni. Con questa misura il Governo cinese fa espresso "divieto alle società aeree cinesi di partecipare al sistema europeo Ets senza l'autorizzazione delle autorità governative", che hanno già definito un ostacolo commerciale scorretto. L’ingresso nell’Emissions Trading System europeo (Eu-Ets) del trasporto aereo, a partire dall’inizio del 2012, non solo per i voli effettuati all’interno della Ue, ma anche per quelli da e verso gli aeroporti europei, ha dapprima causato le proteste delle compagnie aeree, non solo extraeuropee, ma subito lo scontro è salito di livello coinvolgendo i governi interessati.
La mossa cinese di proibire ai vettori nazionali di aderire al
programma europeo (l’unico a livello...
Il braccio di ferro tra l’Unione europea e gli altri paesi sui gas serra di cui sono responsabili gli aerei rischia l’escalation dopo la decisione di Pechino, annunciata oggi, di vietare alle compagnie aeree cinesi di rispettare il meccanismo europeo di controllo delle emissioni. Con questa misura il Governo cinese fa espresso "divieto alle società aeree cinesi di partecipare al sistema europeo Ets senza l'autorizzazione delle autorità governative", che hanno già definito un ostacolo commerciale scorretto. L’ingresso nell’Emissions Trading System europeo (Eu-Ets) del trasporto aereo, a partire dall’inizio del 2012, non solo per i voli effettuati all’interno della Ue, ma anche per quelli da e verso gli aeroporti europei, ha dapprima causato le proteste delle compagnie aeree, non solo extraeuropee, ma subito lo scontro è salito di livello coinvolgendo i governi interessati.
La mossa cinese di proibire ai vettori nazionali di aderire al
programma europeo (l’unico a livello mondiale che affronta il problema) che prevede di tassare le emissioni di CO2 dei voli in caso di sforamento di limiti progressivamente stringenti assegnati alle singole compagnie (per il rispetto dei quali riceveranno gratuitamente, almeno inizialmente, una certa quantità di quote di CO2) ora potrebbe essere imitata anche da altri paesi. Il Congresso degli Stati Uniti sta infatti valutando un’iniziativa analoga con una presa di posizione ufficiale. Ma anche Russia e India hanno espresso più volte la loro contrarietà all'emission trading per gli aerei. Un ricorso delle compagnie aeree americane contro il nuovo regolamento europeo era già stato
bocciato a dicembre dalla Corte di Giustizia dell'Unione europea che ha giudicato "legittima" l'inclusione nell'Ets anche dei vettori di extra europei. Intanto l’acuirsi della disputa tra Bruxelles e Pechino giunge a una settimana prima del summit tra leader cinesi ed europei, e si verifica proprio mentre i paesi dell'area euro, alle prese con la difficile crisi del debito, stanno guardando alla Cina per un sostegno economico. In caso di mancato rispetto delle regole, le compagnie aeree cinesi saranno multate o, peggio, sarà vietato loro l'utilizzo degli aeroporti europei. (f.n.)
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