Dopo le associazioni di categoria con gli Stati Generali delle
Rinnovabili e dell’Efficienza Energetica, i Sindacati, un vasto
movimento di opinione pubblica, le Regioni e, ieri anche il Senato, con
l’approvazione delle mozioni che chiedono al Governo di definire un
sistema di incentivazione che garantisca una prospettiva di crescita di
lungo termine, anche Associazioni come Fondazione per lo Sviluppo sostenibile (presidente Edo Ronchi), Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente, Symbola (presidente Ermete Realacci), WWF Italia
chiedono in un comunicato congiunto alla Conferenza delle Regioni e
agli enti locali di fare pressione sul Governo al fine di apportare una
profonda revisione dei decreti sulle rinnovabili elettriche e sul
fotovoltaico che, se approvati nell’attuale versione, darebbero un colpo
durissimo al settore e all’occupazione. Altrimenti, a giudizio
delle Associazioni, sarebbe addirittura preferibile che le Regioni
negassero il loro parere bloccando di fa...
Dopo le associazioni di categoria con gli Stati Generali delle
Rinnovabili e dell’Efficienza Energetica, i Sindacati, un vasto
movimento di opinione pubblica, le Regioni e, ieri anche il Senato, con
l’approvazione delle mozioni che chiedono al Governo di definire un
sistema di incentivazione che garantisca una prospettiva di crescita di
lungo termine, anche Associazioni come Fondazione per lo Sviluppo sostenibile (presidente Edo Ronchi), Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente, Symbola (presidente Ermete Realacci), WWF Italia
chiedono in un comunicato congiunto alla Conferenza delle Regioni e
agli enti locali di fare pressione sul Governo al fine di apportare una
profonda revisione dei decreti sulle rinnovabili elettriche e sul
fotovoltaico che, se approvati nell’attuale versione, darebbero un colpo
durissimo al settore e all’occupazione. Altrimenti, a giudizio
delle Associazioni, sarebbe addirittura preferibile che le Regioni
negassero il loro parere bloccando di fatto il provvedimento.
Ecco il testo integrale del comunicato:
A Vasco Errani, Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome
A Graziano Del Rio, Presidente ANCI
Ai Presidenti delle RegionI, Ai Sindaci
In
un momento così delicato per il Paese in cui appare indispensabile
rilanciare l'economia e creare nuovo lavoro, è importante che si
definiscano prospettive chiare per i comparti delle fonti rinnovabili e
dell’efficienza energetica, tra i pochi che in questi anni hanno
garantito nuova occupazione grazie alla nascita di migliaia di imprese.
In
realtà, siamo in presenza di un forte ritardo, più di otto mesi, nella
emanazione dei decreti che dovrebbero indicare il percorso più efficace
per consentire di raggiungere gli obiettivi del 2020, ridurre le
importazioni di combustibili fossili, dare fiato all’economia.
I
provvedimenti sulle rinnovabili elettriche proposti dal Governo
rischiano in realtà di affossare un comparto che aveva e ha tutte le
carte per divenire l’asse portante della green economy e della
rivoluzione energetica avviata a livello mondiale. Sembra prevalere un
atteggiamento punitivo: invece di accompagnare la necessaria riduzione
degli incentivi con un alleggerimento degli oneri burocratici, vengono
introdotte nuove pastoie.
Per conseguire l'obiettivo, condiviso da
tutti, di tenere sotto controllo la quantità totale degli incentivi, il
Governo ha scelto un sistema dirigista e burocratico, basato sui
registri, che significherà il crollo degli investimenti per mancata
bancabilità. Al posto di questa impostazione, suggeriamo di adottare un
approccio molto più efficiente ed efficace basato sulla riduzione
automatica delle tariffe al superamento di scaglioni di potenze
prefissate. Si impedirebbe così la corsa alle installazioni e il mercato
si autoregolerebbe. Ad esempio, riducendo per il fotovoltaico la
tariffa del 2% ogni 150 MW installati, si otterrebbe lo stesso valore
previsto dalla tariffa per il quinto semestre avendo installato 3 GW
senza l'incubo dei registri. Meno burocrazia, più efficacia.
Crediamo
quindi che le Regioni e le Istituzioni locali debbano richiedere una
profonda revisione dei decreti altrimenti sarebbe persino meglio non
esprimere alcun parere e non avere nessun provvedimento. In Germania i
Länder hanno imposto al Governo federale una rivisitazione di
provvedimenti che rischiavano di mettere in ginocchio il comparto del
solare. Questa la strada da seguire anche nel nostro Paese: si eliminino
le storture più evidenti arrivando a soluzioni ragionevoli come quelle
espresse dagli Stati Generali delle Rinnovabili e dell’Efficienza
Energetica.