“Non intendevo offendere Salvatore Moncada. Gli chiedo scusa e non escludo, adesso che l’ho conosciuto, che potremo anche essere amici”. Queste parole, pronunciate ieri da Vittorio Sgarbi nel corso di una conferenza stampa, hanno sancito la pace tra il celebre critico, sindaco di Salemi, e il fondatore del gruppo agrigentino
Scuse e stretta di mano, Sgarbi fa pace con Moncada
“Non intendevo offendere Salvatore Moncada.
Gli chiedo scusa e non escludo, adesso che l’ho conosciuto, che potremo anche essere amici”. Queste parole, pronunciate ieri da
Vittorio Sgarbi nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nella sede di Moncada Energy Group a Porto Empedocle, insieme a una stretta di mano hanno sancito la pace tra il celebre critico, sindaco di Salemi, e il fondatore del gruppo agrigentino. L’incontro con i giornalisti è stato organizzato per “chiarire” alcune affermazioni fatte da Sgarbi durante un convegno risalente ormai a tre anni fa contro la realizzazione di una centrale eolica offshore nel Golfo di Gela: scagliandosi contro “i mafiosi che non fanno che rubare soldi parlando di energia pulita”, Sgarbi aveva preso di mira in particolare Moncada arrivando a
invocare persino la galera per l’imprenditore agrigentino. In seguito a queste dichiarazioni offensive Moncada ha querelato Sgarbi per diffamazione e il tribunale di Licata ha a...
“Non intendevo offendere Salvatore Moncada.
Gli chiedo scusa e non escludo, adesso che l’ho conosciuto, che potremo anche essere amici”. Queste parole, pronunciate ieri da
Vittorio Sgarbi nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nella sede di Moncada Energy Group a Porto Empedocle, insieme a una stretta di mano hanno sancito la pace tra il celebre critico, sindaco di Salemi, e il fondatore del gruppo agrigentino. L’incontro con i giornalisti è stato organizzato per “chiarire” alcune affermazioni fatte da Sgarbi durante un convegno risalente ormai a tre anni fa contro la realizzazione di una centrale eolica offshore nel Golfo di Gela: scagliandosi contro “i mafiosi che non fanno che rubare soldi parlando di energia pulita”, Sgarbi aveva preso di mira in particolare Moncada arrivando a
invocare persino la galera per l’imprenditore agrigentino. In seguito a queste dichiarazioni offensive Moncada ha querelato Sgarbi per diffamazione e il tribunale di Licata ha avviato un procedimento penale. Ma il sindaco di Salemi ha preferito risolvere la vicenda in maniera amichevole rettificando le sue affermazioni.
“Quando mi sono lasciato trascinare nell’animosità delle dichiarazioni contro l’eolico, ho fatto il nome di Moncada come uno degli esempi d’impresa nel campo delle energie rinnovabili, associandolo non ad una persona mafiosa, ma al concetto di mafia. – ha detto Sgarbi - Degli effetti di questo mio errore mi rendo conto solo ora. Non ero consapevole dell’entità del danno che avevo potuto procurare ad un’attività sana come quella di Moncada Energy”. Una vicenda con un lieto fine, dunque, suggellato dall’adesione di Sgarbi alla Fondazione Agireinsieme di Moncada: “La mia posizione rispetto alla diffusione degli impianti eolici rimane immutata, tuttavia sono certo che Moncada abbia fatto tanto per la Sicilia in termini di sviluppo e che con la Fondazione sta continuando ad esprimere la sua sensibilità e la sua intelligenza. La mia antipatia per le pale eoliche non esclude che io possa affiancarlo nelle sue iniziative culturali”. Il presidente Moncada ha accolto le scuse di Sgarbi sottolineando quanto sia difficile fare impresa in Sicilia. “Per chi vive qui - ha spiegato - essere bollato come mafioso è pesante, soprattutto per chi ha deciso di fare scelte forti e intraprendere un percorso virtuoso, rischiando in prima persona la propria vita. Le parole di Sgarbi mi hanno fatto male e sono felice che abbia ammesso le sue responsabilità”. Moncada ha ricordato che soltanto in provincia di Agrigento l’azienda impiega circa 300 dipendenti, con un fatturato di 250 milioni di euro”. (f.n.)
espandi
